Un'inedita Emma Dante in prima assoluta al Teatro Comunale di Bologna

Le donne sono le protagoniste della nuova produzione del Teatro Comunale che unisce "La voix humaine" di Francis Poulenc e "Cavalleria rusticana" di Pietro Mascagni, in un inedito dittico firmato Emma Dante.

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Per la stagione d'opera 2017 una nuova produzione del Teatro Comunale di Bolognain prima assoluta andrà in scena dal 9 al 18 aprile l'inedito dittico composto da La voix humaine di Francis Poulenc e Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni,interpretati dal direttore musicale Michele Mariotti. La regia è affidata a Emma Dante, che affronterà con la sua intensità e sensibilità il dramma delle due protagoniste femminili, così distanti ma entrambe vittime dei loro sentimenti.

“Sarà un viaggio d'amore che rende pazzi i protagonisti e che ci farà scoprire i confini tra la ragione e le perdita del senno, in un affascinante affresco dell'animo umano”. 

Queste le parole con cui la regista palermitana Emma Dante descrive la sua messa in scena dell'inedito dittico.

Interpreti&Cast tecnico
Anna Caterina Antonacci è la protagonista della tragédie lyrique composta nel 1958 da Poulenc, tratta dalla piéce omonima di Jean Cocteau, autore anche del libretto. Il celebre triangolo amoroso verista, che Mascagni ha tratto dall’omonima novella di Giovanni Verga, è andato in scena per la prima volta a Roma nel 1890. 
L’allestimento porta le firme degli storici collaboratori di Emma Dante, da segnalare per per le scene Carmine Maringola e per le coreografia Manuela Lo SiccoPer Cavalleria rusticana, accompagnerà l’Orchestra del Comunale il Coro diretto da Andrea Faidutti. Lo spettacolo è ripreso da Rai5, che lo manderà in onda il 25 maggio, e da Radio3 Rai, che lo trasmetterà in differita.

Le figure femminili in Poulenc e Mascagni
Emma Dante afferma che sia nella Voix Humaine che nella Cavalleria rusticana le protagoniste sono donne segnate dal dolore dell’abbandono e della solitudine. I luoghi sono diversi, diverse le comunità che li abitano, ma la motivazione che spinge alla tragedia è la stessa: la pazzia d’amore. Per amore si compiono azioni estreme, come estremo è il gesto teatrale dentro una grande opera musicale. L'intento della regista è cercare di trasferire dentro l’intimità di Poulenc e dentro il grande affresco siciliano di Mascagni le infinite piccole cerimonie della vita di cui facciamo parte anche noi.

Un inedito dittico
L’accostamento insolito de La voix humaine e Cavalleria rusticana rivela elementi comuni tra le due partiture, come l’intimismo con cui vengono tratteggiate le due figure femminili protagoniste. In Cavalleria, Santuzza è sedotta per ripiego e poi trascurata; nella Voix humaine si sente solo la voce della donna, mai quella dell’amante, e si vivono la sua autocommiserazione e la sua autopunizione sotto forma di monologo: la linea telefonica che cade, l’interruzione, sono parte integrante di quest’opera, dove anche il silenzio è suono. Entrambe le protagoniste dei due drammi sono donne sole e fragili, sulle quali il destino si accanisce.

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Laureata in Scienze della Comunicazione, con specializzazione in Discipline Teatrali, Facoltà di Lettere e Filosofia, presso l’ Università degli Studi di Bologna , ha frequentato il corso di Alta Formazione Ater di “Organizzatore teatrale”. Si occupa di organizzazione e ufficio stampa in ambito teat...