Costa troppo: niente 'Tosca' al Teatro Nuovo Giovanni da Udine

La recita della "Tosca" pucciniana prevista a fine giugno 2017, e programmata ad Udine in collaborazione con Fondazione del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, non si farà a causa del costo troppo elevato.
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Più volte in passato, nell'ambito di una positiva collaborazione regionale, il Teatro Verdi di Trieste ha portato in trasferta nel territorio del Friuli-Venezia Giulia sia alcuni concerti, sia talune produzioni liriche. Doveva accadere anche per una recita della Tosca di Giacomo Puccini, messa in programma al Teatro Nuovo Giovanni da Udine per la fine di giugno 2017.

Una rinuncia dolorosa, ma inevitabile
La recita, purtroppo, non ci sarà. Questo perché il costo globale che la Fondazione udinese avrebbe dovuto corrispondere a quella triestina per portare al Teatro Nuovo lo spettacolo – Tosca è prevista in scena al Teatro Verdi dal 9 al 17 giugno - è risultata superiore al preventivato, passando a quanto pare dai previsti 90.000 euro a 134.000 euro. Un aumento imprevisto, e ritenuto eccessivo. E comunque, troppo elevato per le proprie risorse. A tale proposito il presidente della Fondazione stessa, Paolo Vidali, ha dichiarato che «il costo del cachet ha superato in maniera esorbitante quanto inizialmente preventivato. Impossibile quindi per noi accettare le nuove condizioni economiche. Al di là della situazione contingente, è poi vero che il rapporto fra il Teatro di Udine e il Verdi di Trieste accusa da tempo serie difficoltà di gestione. Le medesime che hanno costretto il mio predecessore, due stagioni fa, a non inserire in cartellone nessuna opera lirica». Inevitabile la rinuncia, decretata dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 6 aprile scorso, alla rappresentazione del capolavoro pucciniano al Teatro Nuovo, già prevista per venerdì 23 giugno 2017.

Qualche speranza per il futuro
Niente opera quest'anno, dunque, al Giovanni da Udine. Ma c'è qualche apertura per il futuro, come ha aggiunto Vidali: «Il nostro augurio, soprattutto per rispetto del pubblico al quale va il nostro prioritario interesse, è che si creino al più presto le condizioni di un nuovo equilibrio fra le nostre realtà, e che il Giovanni da Udine possa continuare a inserire nella propria programmazione una tipologia di spettacolo di grande attrattiva e tradizione culturale, esattamente a Trieste come a Udine». Eguale opinione è stata espressa anche da Federico Pirone, assessore alla cultura del capoluogo friulano, che nel condividere la decisione presa ha affermato che è volontà del suo Comune «consentire, tramite un accordo ufficiale, che il Teatro Nuovo possa programmare e condividere con il Verdi le eventuali future rappresentazioni a costi e qualità adeguati, e chiediamo che la Regione si faccia carico di questa esigenza». Invocando forse, tra le righe, un maggior contributo pubblico alle molte e preziose attività – musica, prosa, danza – del Giovanni da Udine.
Agli spettatori udinesi, delusi ed amareggiati dall'inevitabile conclusione della vicenda, non resta altro che chiedere il rimborso dei biglietto già acquistato.

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Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha curato il palinsesto di varie emittenti radiofoniche. E' stato critico musicale e saggista della rivista Corriere del Teatro dal 1979 al 2013. Collabora con...