Pina, la città eterna, donne preraffaelite e (nessuna) favola al Funaro di Pistoia

Va in scena al Teatro Manzoni di Pistoia “A Fury Tale” di Cristiana Morganti, con Breanna O’Mara e Anna Wehsarg, danzatrici del Tanztheater di Pina Bausch. E proprio alla Bausch è dedicata una programmazione speciale…
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Danza

Ha appena presentato al Théatre de la Ville di Parigi il suo famosissimo Jessica and Me, creazione quasi autobiografica sulla propria esperienza al Tanzteater di Pina Bausch, e Cristiana Morganti giunge a Pistoia per completare il suo “trittico della carriera solista”, dopo essere stata per anni danzatrice di Pina Bausch, coreografa rivoluzionaria del teatro danza. Dopo Moving with Pina e il già citato Jessica and Me, il 21 giugno alle 21.30 al Teatro Manzoni di Pistoia è il turno di una creazione che indaga uno stato d’animo e non una storia, e che gioca - nel titolo - con l’assonanza inglese con le storie per eccellenza (le fiabe) ma che mette in risalto la furia

A fury tale: rabbia tra influenze preraffaelite

Se la rabbia è associabile direttamente a un sentimento negativo, qui la fury gioca su un doppio aspetto: è furia creativa, smania artistica di creare, e furia distruttiva, ereditata dall’immagine delle furie classiche. La Morganti è per la prima volta coreografa e non autrice ed interprete; in scena troviamo due donne alte dalla pelle lattea ed i capelli rossi, uguali ma diverse, che hanno il compito di restituire la sua riflessione sensibile, ironica, in parte autobiografica sul femminile nelle sue molte, possibili declinazioni. Lo spettacolo resta in bilico tra fiaba e realtà, come tra musica rock e Bach, come tra coreografia affidata ad altri e necessità, per la coreografa, di apparire, anche solo un istante, in scena.

 

A Pina’s tale: creazioni romane

Accanto allo spettacolo, le iniziative legate a Pina Bausch e al suo stile animeranno la città di Pistoia, capitale italiana della Cultura 2017. Giovedì 22 giugno, alle ore 21, al Funaro, verrà proiettato, a ingresso gratuito, il documentario Pina Bausch a Roma, un film di Graziano Graziani, da un’idea di Simone Bruscia e Andrés Neumann (illuminato produttore della Bausch), nato per la valorizzazione del patrimonio archivistico e diventato un piccolo gioiellino cinematografico.
Pina Bausch ha stregato registi (da Fellini a Wim Wenders) ma è stata stregata lei stessa da Roma, città a cui ha dedicato ben due creazioni (Viktor, del 1986 e Dido, del 2000): da foto e video dei suoi soggiorni creativi romani, nasce questo documentario che riporta alla luce, attraverso un intreccio di testimonianze inedite, la Roma insospettabile di Pina Bausch: una Roma quotidiana, tra pranzi in trattoria, sale da ballo popolari e il mercato della frutta; ma anche una Roma underground, tra periferie multietniche, campi rom, locali transgender e circoli di cultura omosessuale.  

Cristiana’s tales: i workshop

Sulla linea di questa Roma quotidiana e inedita, e per continuare a divulgare quel tesoro che è lo stile di Pina Bausch, così vivo e reale da essere quasi difficile a un occhio meno abituato allo stile, nascono i workshop aperti anche al pubblico di non professionisti, che hanno visto cimentarsi nel teatro danza non danzatori e soprattutto coppie formate da genitori e figli, che hanno imparato ad ispirarsi l’un l’altro in sala prove e nella quotidianità.
Dal 22 al 25 giugno in programma invece il workshop, a cura di Cristiana Morganti con Anna Wehsarg, per professionisti, danzatori e attori, dal titolo True Presence: un lavoro sensibile, attento ed incentrato sulla qualità del movimento, sulla presenza scenica e sul potere evocativo del gesto eseguito con la giusta tensione emotiva.

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Laureata in "Storia del Teatro e della Performance Contemporanei" (e precedentemente in "Teoria e Tecniche del Giornalismo" con una tesi sul futuro della critica di danza), mi occupo soprattutto di danza e teatro, senza dimenticare il primo amore per la letteratura.