Oriente Occidente Festival: a Rovereto la 37° edizione

Dal 30 agosto al 10 settembre la danza a 360 gradi: dall'inclusività all'arte visiva, negli spazi urbani più belli di Rovereto.
Miniatura
Danza

Tutto pronto per la 37° edizione di Oriente Occidente Festival a Rovereto; la prima prospettiva in evidenza è quella della danza con artisti abili e diversamente abili: da oltre un anno è attiva la formazione di spettacoli di danza, e nel programma 2017 non poteva mancare Candoco, compagnia pioniera e leader nel mondo dell’integrazione, che si confronta con il grande repertorio a dispetto delle barriere.
La proposta è quella di Set and Reset di Trisha Brown, affiancata ad un’opera in prima mondiale dell’israeliana Yasmeen Godder.
Di inclusività parla anche Bad Lambs di Michela Lucenti per Balletto Civile, che il festival coproduce: un viaggio nel presente per amalgamare corpi diversi e trovare una necessaria armonia. Il rapporto tra danza e arte visiva  è protagonista anche dei progetti di Héla Fattoumi e Éric Lamoureux: sette sculture biomorfe dialogano con sette danzatori nello spettacolo Oscyl Variation: una prima nazionale ispirata alle Entité Ailée di Hans Harp.

Due visioni da Oriente

Perfetta sintesi di suono e movimento con la compagnia U-Theatre in Beyond Time in prima nazionale. Il coreografo tibetano attivo in Cina Sang Jijia fonde nei danzatori dello Spellbound Contemporary Ballet gli stilemi coreutici dell’Est e dell’Ovest in Pa|Ethos. Altri racconti vengono scritti da alcune grandi firme della danza mondiale: Angelin Preljocaj con La Fresque si ispira a un racconto cinese, Abou Lagraa inneggia alla meraviglia custodita nell’essere umano con la prima mondiale Wonderful one. Catherine Berbessou rivisita il tango argentino in Tu el cielo y tu, altra prima nazionale; la brasiliana Deborah Colker esalta la bellezza e l’energia delle coreografie acrobatiche in VeRo, sempre in prima nazionale, mentre il mitico danzatore Lutz Förster racconta la sua carriera con Pina Bausch in Dance Stories.

CID Cantieri

Ed ecco le proposte dello spin off formativo e creativo di Oriente Occidente: Pietro Marullo ha ideato con Wreck, coproduzione del Festival e prima assoluta, una soft sculpture fluttuante che parla di naufragi nella piazza del MART, ridisegnata da Mario Botta; nelle sale del MART Salvo Lombardo installa una biblioteca itinerante e interattiva di segni, gesti, parole, suoni raccolti tra i visitatori. Manolo Perazzi con Crossover sospende l’uomo tra il reale e l’immaginario, tra istinto e razionalità, impulsi e freni, rileggendo i principi di Eraclito sul divenire e l’energia. Irene Russolillo miscela in modo graffiante corpo, canto e parola in Wave e per la prima volta coinvolge altri performers: da un pensiero sulla vicinanza e convivenza, forzata ma  necessaria, il nuovo progetto delinea uno spazio-tempo della scena in cui gli spettatori sono immersi nella performance.

Festival all’aperto

Gli spazi urbani più belli di Rovereto diventano palcoscenico per spettacoli di danza contemporanea: le migliori coreografie di Angelin Preljocaj nel format per esterno, il circo contemporaneo coniugato alla contact improvisation del gruppo francese (Rêve)² e la danza verticale sulle punte dei catalani di Delrevés si esibiranno in questa cornice straordinaria. Segue alla Manifattura Tabacchi uno spettacolo/conferenza condotto dal divulgatore scientifico Mario Tozzi, con un apparato tecnologico multimediale, in collaborazione con Trentino Sviluppo, nel segno della green economy e delle innovazioni sostenibili.

Infine workshop, stage e conferenze sui temi più interessanti ispirati ai contenuti e ai valori del Festival.


Programma dettagliato del festival.

 

Giulia Clai è da sempre amante del teatro in tutte le sue declinazioni, soprattutto, prosa, danza e musica. Durante gli studi universitari scientifici decide di dedicarsi a recensire spettacoli per alimentate la sua metà umanistica. Nel 1988 inizia quindi a collaborare con una radio locale, poi con...