Danza

NTFI-18: le proposte della sezione Danza del Napoli Teatro Festival

Dal 13 giugno all’8 luglio il Napoli Teatro Festival Italia dedica un’intera sezione alla danza, in tutte le sue sfaccettature.

Napoli Teatro Festival - Sezione Danza
Napoli Teatro Festival - Sezione Danza © Teatro.it

Il Napoli Teatro Festival conferma la sua attenzione per la danza, dedicando a quest’arte poliedrica e alle sue possibili forme di contaminazione un’intera sezione.

Da Tomorrowland a La conferenza degli uccelli

Ben 8 produzioni, dal respiro nazionale e internazionale, saranno ospitate nelle suggestive location del territorio napoletano. A inaugurare la sezione danza è Tomorrowland, in scena il 13, 14 e 15 giugno presso Sala Assoli. Il titolo è preso in prestito dal noto festival musicale che si svolge in Belgio dal 2005, attirando migliaia di persone.

L’energia vitale ed esplosiva che si genera durante quei concerti li trasforma in veri e propri “campi di battaglia” ed è esattamente questa la definizione che il regista Jean-Yves-Pillone, dà della sua creazione scenica: “Uno spettacolo che è un campo di battaglia”. La performance, 35 minuti di pura adrenalina, è stata creata come un album punk-rock e la ricerca ruota attorno alla questione di Jean Baudrillard: ”Nel bel mezzo di un’orgia, un uomo sussurra all’orecchio di una donna: What are you doing after the orgy?” (Cool memories. 1980-1985).



Tomorrowland


Il 16 e il 17 giugno il Teatro Trianon ospita Paradise Lost, rilettura del poema epico Paradiso Perduto di Milton ad opera di Ben Duke, un viaggio di 75 minuti attraverso la storia della creazione, dalla ribellione di Lucifero alla cacciata di Adamo ed Eva dal giardino dell’Eden. Ben Duke fonde teatro, commedia e movimento per dar vita a un’esperienza multisensoriale e coinvolgente.

Si prosegue il 19 giugno con Wakan-la terra divorata, di Gilles Coullet, inno alla memoria ancestrale, canto di ringraziamento alla madre terra e al contempo sguardo malinconico al deteriorato rapporto uomo-natura. Ancora una volta Coullet rivolge il suo sguardo alla natura ancestrale ed alle origini primordiali dell’essere umano, trasformando in danza istinti e bisogni ormai dimenticati.

Duo Goldberg, in scena il 21 e il 22 giugno al Teatro Trianon Viviani, vede sulla scena Adriana Borriello, danzatrice e coreografa, accompagnata da Gilda Buttà al pianoforte. In scena un concerto per due strumenti, corpo e pianoforte, un faccia a faccia tra le variazioni di Bach e le infinite possibilità che il corpo ha di esplorarle, attraversarle e trasformarle in movimento.

Il 22, 23 e 24 nella Sala Assoli va in scena Un poyo Rojo, spettacolo esplosivo e vibrante che unisce danza, acrobatica e sport in un unico percorso attraverso l’animo umano e le sue infinite possibilità di farsi vita.

May he rise and smell the fragrance, di Ali Chahrour, è un racconto per immagini ispirato ai rituali legati al lutto, alle litanie e ai lamenti che lo accompagnano. Sulla scena un danzatore, due musicisti e un’attrice, offrono voce, corpo e musica per denunciare gli attuali modelli di mascolinità e la superiorità loro attribuita.

Ideato come forma di cabaret dal coreografo Radhouane El Meddeb, lo spettacolo Au Temps où Les Arabes Dansaient… si è evoluto in qualcosa di più radicale ed estremo: “Ho capito che non potevo utilizzare la forma del cabaret per celebrare un mondo scomparso” sono le parole con cui lo stesso autore spiega il percorso che lo ha condotto all’ideazione scenica. In scena il 27 giugno al Teatro Trianon Viviani.



La conferenza degli uccelli


La Sezione danza si conclude con La conferenza degli uccelli, in scena l’8 luglio in Sala Assoli. Lo spettacolo è tratto da un racconto islamico in cui si narra del viaggio iniziatico di un gruppo di uccelli alla ricerca del loro vero re. Jean Claude Carriere, nella sua riduzione teatrale, punta sulla semplicità quale veicolo di verità e lo fa attraverso il linguaggio dei corpi.

Non solo danza

La sezione danza è tra le più interessanti del Festival, per la varietà e il respiro di natura internazionale da cui è caratterizzata. Gli spettacoli permetteranno di avere una visione della danza quale arte poliedrica e mutevole, in continuo divenire e aperta a possibili contaminazioni e fusioni con altri linguaggi.