Dostoevskij - Il destino di uno scrittore, la libertà di una coscienza

Camilla Migliori affronta Dostoevskij attraverso la composizione di dialoghi immaginari tra lo scrittore e le persone che hanno accompagnato la sua esistenza: le donne, gli editori, gli amici.
Miniatura
Arte fuori dal palco

Impresa coraggiosa non meno che originale quella che compie Camilla Migliori con l’editore Aracne: comporre un testo teatrale sull’autore russo più amato e travolgente della letteratura mondiale. Personaggio complicato Fedör Dostoevskij, scrittore carnale e spirituale, intellettuale, esploratore dell’animo umano, combattuto tra esigenze di giustizia sociale, dubbi di ateismo e adesione profonda al cristianesimo. Le contraddizioni nella sua personalità non mancano: dedito al gioco e marito fedele, incapace di sottrarsi ai debiti ma padre amoroso, inviso al potere e interessato alla società, esiliato, legato in modo viscerale alla Russia ma costretto all’esilio, pensatore senza confini.
 

Questo testo descrive l’uomo Dostoiesvskij intrecciando la sua biografia con la sua carriera di scrittore, attraverso la composizione di dialoghi immaginari tra lui e le persone che hanno accompagnato la sua esistenza: le donne, gli editori, gli amici. Sono dialoghi quotidiani, spontanei, umani, che ripercorrono quelle che potrebbero essere state le sue parole e le sue emozioni di fronte alle esperienze della sua vita: la prigionia in Siberia, l’abbandono di una donna amata, il successo di un suo romanzo, le difficoltà economiche, la moglie amorosa, la morte di un figlio, l’amicizia con il grande filosofo Solov’ev, i rapporti con i critici…
 

Alcuni dialoghi ricostruiscono rapporti immaginari tra Dostoevskij e altri noti intellettuali dell’epoca che in realtà non incontrò mai (purtuttavia è interessante e curioso leggere un dialogo ipotetico!). Dal testo si evidenzano gioie e dolori che nella vita di Dostoevskij, come nella vita di tutti, si alternano, ma che il genio russo sapeva trasformare, con la sua sensibilità, in pagine di altissima letteratura e sapienza, che avrebbero inciso sulla filosofia e sulla visione dell’uomo e del cristianesimo in tutto il mondo. Si, perchè, come traspare dal libro della Migliori, sono l’immensa spiritualità e la fede che permettono allo scrittore di superare i drammi e di costruire una nuova letteratura, riflettendo sui grandi temi della vita e sull’arte.
 

I quadri famigliari e quotidiani, inventati dall’autrice di questa raccolta di testi teatrali, restituiscono con semplicità ed immediatezza i pensieri e i problemi di un uomo vero ed umano nei suoi pregi e nei suoi difetti, che pure nella sua “normalità” di uomo finito, debole e peccatore, ha saputo come nessun altro creare un’opera immensa, totale, eterna, capace di tuffarsi all’interno del mistero della vita fino a raggiungerne le assolute profondità.
 

Nella seconda parte del libro scorci brevissimi di dialoghi immaginari si aprono facendo emergere i tratti salienti dei temi fondamentali nella poetica dell’autore. Piacevole lettura, scorrevole, scritta con linguaggio semplice e sempre comprensibile, “i testi dostoevskijani” di Camilla Migliori costituiscono episodi della vita dell’autore che possono essere letti a sé, ma costituiscono nell'insieme un anello di una catena di episodi della biografia e della poetica del gande autore russo. Un testo interessante e divulgativo, adatto anche alle giovani generazioni e al pubblico scolastico che può avvicinare Dostoievskij attraverso questa formula narrativa originale e adatta alla lettura a più voci, nonché ad un’interessante lavoro di messa in scena.
 

Camilla Migliori
Dostoevskij- Il destino di uno scrittore, la libertà di una coscienza
Aracne Editrice (2016)
Pagg. 271
Euro 12,00

 

Regista, insegnante di discipline teatrali e formatore culturale. Opera da 25 anni come professionista in compagnie teatrali in tutta Italia e scuole di recitazione. Si è formata all'Università di Torino e lavorando sui palcoscenici di oltre 70 città italiane come direttore di scena. Ha esperienze...