Arte fuori dal palco

Architettura immaginata: quattro secoli di illusioni visive in mostra a Venezia

Tra i modi di immaginare un'architettura, spicca l'arte della scenografia - arte dell'inganno per eccellenza - in cui eccelsero i Galli da Bibbiena.

Architettura immaginata: quattro secoli di illusioni visive in mostra a Venezia

Poteva andar dispersa, la favolosa collezione di disegni messa insieme dal violoncellista e compositore emiliano Antonio Certani (1879 – 1952), se non fosse stata acquistata e donata da Vittorio Cini nel 1962 all’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini. Nell'ambito della mostra intitolata Architettura immaginata, alcuni dei suoi pezzi potranno essere visti dal 20 aprile al 19 settembre 2018 presso la Galleria di Palazzo Cini a San Vio (Venezia), a due passi dall’Accademia.

Il Fondo Certani è unico nel suo genere, e per di più ricchissimo contando oltre 5000 fogli autografi. In esso sono presenti svariati generi architettonici, affrontati da vari esponenti di quella tradizione italiana attiva dal tardo '500 sino a '800 inoltrato. Una tradizione in cui spicca la scuola bolognese- emiliana, da cui uscirono i Galli da Bibbiena, che attraversarono con le loro creazioni l'intero arco dell'arte barocca.

Far parte d'una famiglia pressoché unica

Ben tre generazioni di essa, composte dai discendenti dal pittore toscano Giovanni Maria Galli, nato a Bibbiena nel 1625 e stabilitosi a Bologna, si applicarono alla pittura e poi all'architettura, sia civile che teatrale. Cominciando cioè dai figli Ferdinando (1657–1743) e Francesco (1659–1739), attivi anche alla Corte di Vienna, e terminando con il pronipote Carlo (1728-1787). In mezzo, Giuseppe (1696-1756) scenografo a Monaco, Dresda, Praga; e Antonio (1697-1774), progettista del Teatro Comunale di Bologna, dello Scientifico di Mantova, del Fraschini di Pavia.


Architetti e pittori, i Bibbiena - come erano chiamati tout court – si applicarono in particolare alla realizzazione di sale teatrali, alla scenografia ed alla scenotecnica: settori nei quali, lungo il fiorire dell'arte barocca, furono maestri indiscussi e richiestissimi ovunque. Almeno dove si potesse spendere con larghezza poiché, secondo quanto si diceva allora, erano «nati per i sovrani sapendo far miracoli di magnificenza, così come i sovrani erano nati per i Bibbiena, occorrendo per le loro opere fiumi di denaro».

Ecco un'occasione imperdibile

Curata da Luca Massimo Barbero, la mostra veneziana non è circoscritta ovviamente a questi nomi - saranno presenti infatti moltissimi altri autori, in un panorama esaustivo - conducendo il visitatore in un viaggio affascinante attraverso l’architettura illusiva: come quella destinata ai teatri, quella di capriccio e quella di ornato. Architetture cioè non pensate per essere effettivamente costruite, lasciando briglia sciolta alla fantasia: quadrature, sfondati, prospettive, scenografie; e poi bizzarri campionari di oggetti come cartouches, vasi ornamentali ed elementi decorativi che spesso ornano le architetture dipinte. Ideazioni talora talmente visionarie da anticipare certi tratti del moderno design.

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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