Rizzuto: "La peperonata è il piatto vegano dei siciliani"

Prima nazionale il 13 maggio al Teatro Condominio di Gallarate per "Ridi come mangi" di Francesco Rizzuto. il vigile palermitano di Zelig dedica al cibo della Sicilia il suo nuovo spettacolo. "Mimerò i piatti tipici"
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Teatro

Racconta Francesco Rizzuto che al termine della prova generale del suo ultimo lavoro, ospitata a porte chiuse qualche giorno fa in un piccolo teatro vicino a Milano, le signore in sala gli hanno chiesto le ricette anziché le battute. Debutta il 13 maggio alle 21 in prima nazionale al Teatro Condominio di Gallarate Ridi come mangi, il nuovo spettacolo che il vigile palermitano di Zelig - così come lo ha conosciuto il grande pubblico - ha scritto a quattro mani insieme ad Andrea Midena. “Ci siamo divertiti tantissimo, ma soprattutto abbiamo mangiato tantissimo”.

E’ un omaggio di Rizzuto alla sua terra, la Sicilia, a partire dal cibo che è vera e propria esaltazione del gusto. “Mimerò dei piatti tipici siciliani, anche perché lì il cibo ha un’anima. E abbiamo persino un piatto vegano, per giunta molto leggero: la peperonata. Una mattina alle 8 scovai mio zio davanti al frigo con la forchetta e gli dissi: ma a quest’ora mangi la peperonata? E lui mi rispose: tanto è verdura”. Questi e altri aneddoti (“tutti rigorosamente veri”, assicura il comico) costituiranno un vero e proprio vademecum in grado di aiutare chi arriva da fuori a interpretare i gesti dei siciliani, a capire le modalità d’acquisto ai mercati rionali, ad apprezzare la Sicilia e chi la abita in un modo nuovo e diverso.

Ma Ridi come mangi è molto di più. I monologhi in pieno stile cabaret verranno infatti affiancati da una parte narrata dedicata alla realtà storica di Palermo, attraverso foto e rappresentazioni. “Parleremo degli arabi e dei Romani, perché da noi i barconi sono sempre arrivati, ma anche degli Aragonesi e dei Borboni. Ma la famiglia che più ha lasciato un’impronta è quella dei Corleonesi, talmente schivi che nonostante li cercassero ovunque non si facevano mai trovare”. Lo spettacolo si chiude con un poesia dedicata a due grandi amori di Rizzuto. All’apparenza appaiono come la moglie e l’amante, e invece sono Palermo e Milano. “Da anni ci ospita una città stupenda, soltanto all’apparenza fredda, alla quale spesso ci dimentichiamo di dirle grazie. E’la città in cui i bambini da grande sognano di diventare personal shopper o direttori marketing. Se chiedi a un bambino a Palermo cosa vuol fare da grande ti risponde: finisco il panino e te lo dico. Perché il mercato in Sicilia offre solo da mangiare”.

“Non scriverò mai di teatro”. Almeno la sera, dopo una giornata intera a seguire processi in tribunale o interminabili incontri politici, voleva soltanto sedersi su quelle impolverate poltrone rosse e rilassarsi. Come ha sempre fatto, da quando a dieci anni la mamma lo portò a teatro a vedere un...