Teatro

Luca Giacomelli Ferrarini: “Il rapporto tra Mercuzio e Romeo? Un amore assoluto”

Chiacchierata con Luca Giacomelli Ferrarini, intenso interprete di Mercuzio nel musical “Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo".

Luca Giacomelli Ferrarini
Luca Giacomelli Ferrarini © teatro.it

Grande ritorno sul palco del Teatro EuropAuditorium di Bologna (27-29 aprile) per il musical “Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo”, ultimo spettacolo prodotto da David Zard, mancato lo scorso 27 gennaio. In occasione delle date bolognesi Luca Giacomelli Ferrarini, interprete magistrale di Mercuzio, ci ha concesso il privilegio di chiacchierare con lui. 

Classe 1983, figlio d'arte - la madre era il soprano Alida Ferrarini - Luca Giacomelli Ferrarini si diploma nel 2005 in Recitazione, Dizione e Arte Scenica e nel 2008 si laurea in ‘Scenografia e Costume per lo Spettacolo’.

Studia canto, danza e recitazione, lavora con importanti registi del panorama teatrale e non solo: ad inizio carriera interpreta il Principe di Persia nella “Turandot" di Giacomo Puccini, diretto da Franco Zeffirelli, lavora con la Compagnia della Rancia e Saverio Marconi in “Cats" e “Happy Days"; nel 2012 interpreta John O’Donnell nel musical “Titanic”, accompagnato dalle musiche di Ennio Morricone e diretto da Federico Bellone; nel 2013 viene scelto da Giuliano Peparini per interpretare il ruolo di Mercuzio in “Romeo & Giulietta, Ama e cambia il mondo”, opera di Gérard Presgurvic prodotta da David Zard che gli farà vincere il Premio Nazionale Sandro Massimini 2015.



Successivamente prende parte alla commedia noir “Processo a Pinocchio”, diretto da Andrea Palotto e a “Fame” al Teatro Nazionale di Milano, diretto da Federico Bellone, è Gabe Goodman in “Next to Normal", diretto da Marco Iacomelli e Glitter nello spettacolo “Alt in Tour 2016/2017” di Renato Zero. Nel dicembre 2016 scrive e dirige con la collaborazione di Cristian Ruiz, “Follie per Alida”, inaugurando il Teatro Alida Ferrarini di Villafranca di Verona, dedicato alla madre. Recentemente ha debuttato all’Opera di Firenze nel ruolo di Giuliano de’ Medici ne “La Congiura, Firenze 1478” di Riz Ortolani, ha partecipato al tour 2017 di Renato Zero, “Zerovskij, solo per amore” interpretando il ruolo di N.N. e ha inaugurato la Stagione d’Opera Lirica 2017/‘18 del Teatro Carlo Felice di Genova con il ruolo di Tony, in “West Side Story” di Leonard Bernstein, diretto da Wayne Marshall con la regia di Federico Bellone.


Sono trascorsi cinque anni dal debutto di ”Romeo e Giulietta” e due anni dall'ultima replica, in questi anni sei cresciuto artisticamente - hai preso parte ad altri progetti importanti - come il tour con Renato Zero, esperienze che ti hanno sicuramente cambiato e dato nuovi stimoli: alla luce di questo, cosa significa per te tornare a vestire i panni di Mercuzio oggi? In che modo il tuo approccio al personaggio è cambiato - se è cambiato?
Il mio Mercuzio è sicuramente cresciuto interiormente in questi anni, ho cercato di interrogarmi a fondo sui desideri e sulle paure di questo personaggio ponendo l’attenzione ai sentimenti più nascosti di questo ragazzo che è sicuramente, irriverente, estroverso e sopra le righe ma allo stesso tempo, dolce, lunare e fragile. Una svolta decisiva alla rilettura di questo carattere mi è stata suggerita dall’esperienza in “West Side Story” (Teatro Manzoni di Milano e Teatro Carlo Felice di Genova): interpretare Tony (il Romeo di Bernstein) mi ha permesso di vedere da un’altra prospettiva la morte di Mercuzio (nello spettacolo Riff), e comprendere più a fondo il meraviglioso e unico rapporto tra i due ragazzi.




Mercuzio è sicuramente uno dei personaggi più interessanti scritti da Shakespeare: imprevedibile e provocatorio, è un ribelle che incuriosisce e scandalizza. Il suo comportamento è ambiguo, eccessivo, è un uomo dalle molteplici sfaccettature, con fragilità e profonde contraddizioni: è leale nei confronti di Romeo, al punto di morire per salvarne l'onore, ma è anche la voce della verità - una verità che solo una lucida follia è in grado di pronunciare. Come sei riuscito a restituire questa complessità psicologica? Come hai creato il tuo Mercuzio?
Sono partito dal concetto di amicizia, quella vera che dura nonostante il trascorrere del tempo e il mutare delle persone, perché sono convinto che il rapporto tra Mercuzio e Romeo sia questo: un amore assoluto in grado di strappare la vita di chi lo vive pur di essere difeso. Il bacio in punto di morte è l’unico gesto plausibile per lui in quel momento, l’unico collegamento con quella vita che gli ha permesso di vivere assieme al suo unico e vero amico.




Il tuo curriculum artistico è eclettico e composito, ti muovi tra le grandi produzioni come “Romeo e Giulietta”, agli spettacoli off di drammaturgia contemporanea come “Next to Normal" o “Processo a Pinocchio”, per poi approdare al repertorio del musical "classico" con “West Side Story“ passando attraverso due tour con Renato Zero: in quale di questi contesti trovi la tua dimensione ideale, in quali di questi "abiti" ti senti più comodo?
Cerco sempre di non fossilizzarmi o di restare schiacciato in un genere solo, amo spaziare e testarmi in vari ambiti. Sicuramente ho una grande predilezione per il Broadway Style e West End Style, lì mi sento realmente a casa.




Lo scorso 27 gennaio David Zard è mancato e l'ultima testimonianza del suo talento visionario è proprio il musical “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo”, che ha prodotto insieme al figlio Clemente. Che significato ha avuto per te l'incontro con Zard, leggendario promoter e produttore e che ricordo ne conservi? 
Per me è stata una figura molto importante, l’ho conosciuto in un momento davvero difficile della mia vita e le sue tante parole di conforto mi fecero davvero bene. La sua scomparsa ha sconvolto tutti noi, nessuno poteva credere che quell’uomo, creatore di un mondo così meraviglioso, grande sognatore non ce l’avesse fatta. Porterò sempre con me il suo sguardo in grado di scrutare le persone con grande eleganza.




Nel 2016 hai scritto e diretto con la collaborazione di Cristian Ruiz, “Follie per Alida”, che ha inaugurato il Teatro Alida Ferrarini di Villafranca di Verona, dedicato a tua madre. Era la prima volta che ti misuravi con la scrittura e la regia, in una circostanza unica e speciale: pensi di ripetere l'esperienza? come ti sei trovato nei panni di autore e regista?
È stata una giornata incredibile, non solo per l’evento in sé dedicato a mia madre e a mio padre, ma anche per l’affetto e l’amicizia tra tutti gli artisti impegnati nello show che ha permesso a “Follie per Alida” di prendere vita. Era la prima volta che mi cimentavo con una scrittura originale, anche questa è stata una piacevole scoperta, credo che presto ripeterò l’esperienza. Un grazie speciale va ovviamente a Cristian Ruiz che ha collaborato con me giorno enotte sopportandomi in quei giorni di creazione.

Finita la tournée di Romeo&Giulietta quali sono i tuoi progetti artistici futuri?
Ci saranno molte novità ma preferisco non dire nulla. Sono un po’ scaramantico. 

 

Valentina Scocca

Autore:

Valentina Scocca

REDATTORE