Le trasposizioni cinematografiche di opere letterarie.

 Cerca   
IL SOCIO
IL SOCIO
Il legal thriller di John Grisham, Il socio, nel 1993 viene prodotto e distribuito nelle sale di tutto il mondo. Sia il romanzo sia la pellicola conquistano un’enorme successo. In apparenza si è portati a credere che un romanzo contemporaneo come Il socio abbia già un’essenza cinematografica al suo interno. Un pensiero ovvio, di fronte alla consapevolezza delle sue caratteristiche: un protagonista buono alle prese con un problema più grande di lui, l’ investigazione, la suspance, i pedinamenti, l’ emotività e gli inseguimenti, che sono la base per qualsiasi produzione cinematografica. Tuttavia il tempo a disposizione per il regista è ben determinato e i numerosi eventi narrati devono per forza essere tagliati. Personaggi e scene superflue al cinema vengono volutamente omesse, sia per questioni di tempo sia di chiarezza e linearità della trama. Non è comunque questo l’aspetto più interessante. Infatti Pollack non si limita a tagliare le scene o i personaggi secondari, ma “cambia” i personaggi, li rende più netti e metaforici (vedi la moglie del protagonista, Abby, che rappresenta il buon senso) e cambia la seconda parte del romanzo e le soluzioni di Mitch. La seconda parte del film ad esempio vede il protagonista rivelare il suo tradimento alla moglie, mentre nel romanzo lo tiene nascosto; nel film Tom Cruise riesce a rimanere avvocato, mentre nel libro perde la facoltà di esercitare e altro ancora. Più che adattmento, qui abbiamo l'esempio di una libera interpretazione, come dimostra la concentrazione del film su un particolare del romanzo: l’abitudine degli studi legali a gonfiare le parcelle dei clienti, geniale trovata di Mitch per uscire indenne dal “pericoloso pasticcio”, e ovviamente messaggio morale del regista Pollack. Questo suo film è di conseguenza creato sulla base di un best seller soprattutto per comunicare un problema sociale. La bravura di Pollack si evince dalla sua grande abilità nel mantenere la tensione sempre alta, la vera forza attrattiva di questo film, la cui pecca è forse riconducibile ad una scarsa chiarezza. La velocità e i numerosi cambiamenti rendono difficile allo spettatore la leggibilità della narrazione. Motivo per cui si consiglia di vedere il film almeno due volte. Il lettore invece, può soffermarsi senza problemi e capire effettivamente tutti i passaggi. Infine, solo il lettore può gustare pienamente lo stile asciutto di Grisham, che spesso presenta i personaggi dopo lunghe descrizioni di elementi secondari che servono al lettore per distinguere il caratteri dei protagonisti, quasi fosse una carrellata con la macchina da cinepresa dell’ambiente prima e dell’attore poi. Due opere simili, ma profondamente diverse, che meritano il successo ottenuto.
Inserita il 29 - 11 - 06
Alessandra Cirillo
Leggi altri articoli di Alessandra Cirillo

I Commenti degli Utenti

CIME TEMPESTOSEPRECEDENTE SUCCESSIVOHARRY POTTER E LA CAMERA DEI SEGRETI

 

IL CARTELLONE

Pubblicità Spettacoli Teatro
Login    Contatti    Dalla Redazione    Privacy    Preferiti    Imposta come Homepage - Siti partner: Lavoro, Arredamento

© 2003-2014 Teatro.it snc di Triglia Demetrio & C. - via Vigevano, 15 - 20144 Milano (MI) - PI: 08617960961 - R.E.A. Milano 2037420 del 11/04/2014
Iscrizione al ROC 248522 del 19/05/2014 - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano il 30/05/2008 - n. 342 - Direttore Responsabile Fabienne Agliardi This website is ACAP-enabled