Le Recensioni sui film americani, inglesi, francesi e chi più ne ha, più ne metta!

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FINALMENTE MAGGIORENNI Voto del Redattore: 3
FINALMENTE MAGGIORENNI

I film vacanzieri non sono quindi prerogativa solo del nostro cinema: Finalmente maggiorenni è inglese e rientra pienamente nella categoria, è aggraziato, divertente e fa trascorrere cento minuti in serenità. D’altra parte non sempre si può andare al cinema per vedere film ‘impegnati’ o capolavori, come non sempre si possono leggere saggi o Marcel Proust.
Si ha anche il diritto di assistere a uno spettacolo ‘leggero’, l’importante è che sia fatto bene e non sia stupido.
E Finalmente maggiorenni - a differenza di tanti film similari italiani, purtroppo anche di successo - è un ottimo prodotto cinematografico, non è stupido e non è volgare.
Tratto da ‘The inbetweeners’ - programma (a puntate) televisivo britannico di grande successo - il film ne riprende personaggi e interpreti (almeno per i ruoli dei protagonisti). Non avendo visto nessuna delle tre serie non mi è possibile alcun confronto, anche se sarebbe molto interessante vedere come il regista Ben Palmer ha affrontato le problematiche del mezzo cinematografico senza stravolgere lo spirito che ha determinato il successo della versione televisiva.
‘The inbetweeners’ racconta le vicende di quattro amici (Will, Simon, Jay e Neil) seguendoli attraverso gli anni nel loro progressivo crescere e maturare.
Il film, però, è originale rispetto alle serie televisive: fotografa le vicende dei quattro ragazzi nel momento importante e desiderato (da loro come da tutti gli adolescenti del mondo) della prima vacanza senza genitori o professori, ancor meglio se all’estero e in un luogo famoso per il divertimento.
Film dall’impostazione raffinata (in chi scrive - che ha un po’ di anni ‘cinematografici’ sulle spalle - ha ricordato opere come ‘Terza liceo’ di Luciano Emmer) non è banale pur nella sua ‘leggerezza’ tratteggiando con sufficiente approfondimento un momento di crescita importante: l’impatto con le difficoltà della vita al di fuori del protettivo guscio della scuola e della famiglia (ovviamente vissuti come oppressivi).
Ecco quindi i nostri quattro eroi, finito l’anno scolastico (divertentissima la cerimonia di chiusura), partire baldanzosi alla conquista del mondo, anzi di Malia, una Ibiza dell’isola di Creta, dove - nei loro sogni - passeranno tutto il tempo nei club o alla spiaggia conquistando ragazze.
Ma come nella vita le delusioni sono dietro l’angolo a cominciare dall’alloggio ben diverso da quello descritto nel materiale promozionale. E con le ragazze? L’impatto non è per niente promettente e il sogno del sesso facile svanisce rapidamente.
Ben Palmer è bravo nel descrivere le tensioni che inevitabilmente si creano tra i quattro amici, quasi sfogo della frustrazione di vedere infranti sogni così a lungo coltivati nel momento in cui pensavano di vederli realizzati.
Ma Will, Simon, Jay e Neil (come tutti del resto) non cambiano solo perché scendono da un aereo in un paese diverso: sono gli stessi bravi ragazzi ingenui, un po’ patetici e un po’ imbranati partiti dall’Inghilterra. In compenso lontano da casa i pericoli si moltiplicano: non c’è solo il bulletto della classe o del bar da affrontare, a Malia proprio perché un luogo di vacanza e di divertimento i bulli si moltiplicano (a quelli indigeni si aggiungono quelli in trasferta) e il mondo sembra essere loro.
È quest’impatto con la realtà (che è poi quella che troveranno nella vita una volta lasciati i banchi di scuola) che inconsciamente li farà maturare, vincere timidezze e complessi e capire se stessi, il mondo e le persone che li circondano.
Finalmente maggiorenni è un film gradevole e rasserenante, certamente non lascia una traccia nella storia del cinema, non è un trattato sui giovani e la loro psicologia, né si propone di esserlo, ma sa cogliere un momento psicologicamente importante (i nostri eroi al ritorno in Inghilterra sono diversi da quando erano partiti) e sommessamente dice che ovunque si vada si è sempre se stessi e non ci si può reinventare di colpo.

 

Inserita il 02 - 01 - 12
Salvatore Longo
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