Le Recensioni dei film d'autore

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Following Voto del Redattore: 4
Following

Following (id. 1998), folgorante opera prima di Cristopher Nolan, innesta sapientemente il topos hitchcockiano par excellence – il colpevole-innocente vittima delle circostanze avverse – su un classico ordito noir – la coppia di diabolici amanti che irretisce uno sprovveduto terzo incomodo.  Il  rigoroso soggetto offre un intreccio tra i più complicati: Bill, un aspirante scrittore, è solito pedinare degli sconosciuti, ricavando da questa pratica interessanti idee narrative. Ad intrigarlo in particolar modo sono gli spostamenti di un uomo elegante che reca in mano una valigetta. All’interno di un cafè, l’altro uomo, di nome Cobb, accortosi evidentemente di essere pedinato, si avvicina a Bill. Gli rivela di essere un ladro sui generis, che filtra negli appartamenti per studiare le vite dei suoi residenti. Bill si lascia sedurre dal carisma di Cobb e decide di affiancarlo nelle sue irruzioni. Separatosi da Cobb, entra in un locale e incontra una misteriosa bionda, legata ad un pericoloso gangster. Bill si lascia facilmente convincere ad entrare nell’ufficio del gangster, dove una cassaforte custodisce compromettenti foto della donna. Oltre alle fotografie, Bill trova nella cassaforte svariate pile di banconote. Abbatte un uomo con un martello e fugge con la refurtiva. La donna, in realtà, ha organizzato il piano solamente per permettere a Cobb, suo amante segreto, di venire a capo di una sfavorevole situazione: qualcuno lo ha visto uscire dalla casa che ospitava il cadavere di un’anziana  uccisa a martellate. Ma la trama ha in serbo un ennesimo coup de theatre: durante una tranquilla conversazione, Cobb, senza un comprensibile motivo, uccide l’amante a colpi di martello. Convocato in un ufficio di polizia, Bill tenta vanamente di dimostrare la propria (parziale) innocenza: l’ispettore afferma con certezza che Cobb non esiste e nessuna anziana è stata uccisa. Bill, trovato in possesso del fatidico martello, è ritenuto responsabile dell’omicidio della bionda. Le asperità narrative dell’ingegnosa sceneggiatura vengono acuite dal  consueto ricorso di Nolan a una spericolata manipolazione del tempo. La vicenda, presentata dal punto di vista di Bill, è infatti narrata con una serie di casuali flashback, che lo spettatore è tenuto a riordinare. Con gli epilettici movimenti dell’agile handycam, il tenebroso bianco e nero della fotografia, le cadenze minacciose e le sonorità glaciali del commento sonoro, l’insolita Londra del film – tetti, scale di servizio e stabili abbandonati costituiscono i luoghi principali dell’azione – acquista un’alienante atmosfera da incubo. Film sugli stati allucinatori a cui conduce la scrittura, ma anche saggio sulla labilità della memoria, nonché incalzante thriller dalle sfumature esistenzialiste, Following rappresenta un mirabile esempio di rompicapo postmodernista. 

Inserita il 09 - 02 - 11
Cristian Caira
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